Conviene gradare una carta? Quando il grading ha senso (e quando no)

Conviene gradare una carta? È una delle domande più comuni per chi colleziona TCG e carte sportive, soprattutto quando si trova davanti a una carta in ottime condizioni o con un certo valore.

La risposta, però, non è semplicemente “sì” per le carte costose e “no” per quelle economiche. Prima di inviare una carta a una società di grading bisogna capire perché la si vuole gradare, quale voto potrebbe realisticamente ottenere e se costi, tempi e possibile aumento di valore rendono l’operazione sensata.

Una carta può meritare una slab come oggetto da collezione senza essere necessariamente conveniente da gradare come investimento.

Perché si gradano le carte?

Il grading svolge più funzioni contemporaneamente. Una società specializzata esamina la carta, ne valuta le condizioni secondo la propria scala, la certifica e la inserisce in una slab protettiva identificata da un numero univoco.

Le ragioni per farlo possono essere molto diverse:

  • proteggere una carta importante della propria collezione;
  • certificarne autenticità e condizioni;
  • renderla più semplice da confrontare con altri esemplari;
  • aumentarne la desiderabilità sul mercato;
  • facilitarne una futura vendita;
  • costruire una collezione omogenea di carte certificate.

Capire l’obiettivo è il primo passo, perché una scelta sensata per una collezione personale può essere completamente diversa da una scelta fatta pensando alla rivendita.

Il valore della carta raw è il punto di partenza

Prima di pensare al possibile valore della carta dopo il grading bisogna capire quanto vale raw, cioè non certificata.

Se una carta viene normalmente venduta raw per 20 € e una copia gradata 9 viene scambiata per 30 €, difficilmente il grading sarà interessante dal punto di vista puramente economico: al costo del servizio bisogna aggiungere eventuali spedizioni, assicurazione e tempo necessario per riavere la carta.

Su una carta da alcune centinaia o migliaia di euro, invece, certificazione e grade possono avere un impatto molto maggiore sulla facilità di vendita e sul prezzo finale.

Non esiste quindi una soglia universale sotto la quale “non conviene mai” gradare. Esiste piuttosto un rapporto tra valore raw, costo complessivo del grading e valore atteso dopo la certificazione.

Non fare i conti immaginando automaticamente un 10

Questo è probabilmente l’errore più pericoloso.

Una carta può apparire perfetta a occhio nudo e avere comunque piccoli difetti di superficie, bordi, angoli o centratura che ne limitano il voto. Inoltre le società di grading utilizzano criteri e scale differenti.

Fare il calcolo partendo soltanto dal valore di una PSA 10, CGC Pristine 10 o di un altro grade massimo significa costruire l’intera decisione sullo scenario migliore.

È molto più utile ragionare su più possibilità:

  • quanto vale la carta raw;
  • quanto vale con un grade intermedio;
  • quanto vale in 9;
  • quanto vale nel grade massimo;
  • quanto ti costa complessivamente arrivare alla slab.

Se l’operazione ha senso soltanto ottenendo il voto massimo, il margine di errore è molto più alto.

Un esempio semplice

Immaginiamo una carta che sul mercato raw, in ottime condizioni, venga venduta intorno agli 80 €.

Supponiamo, soltanto a titolo di esempio, di trovare vendite comparabili intorno a:

  • 80 € raw;
  • 90 € in grade 8;
  • 130 € in grade 9;
  • 280 € in grade 10.

Guardando soltanto il 10, il grading sembra molto interessante. Ma se tra servizio, spedizione e altri costi spendiamo ipoteticamente 30-40 €, un grade 8 potrebbe non aggiungere praticamente alcun valore economico rispetto alla carta raw. Un 9 lascerebbe un margine molto più ridotto di quanto sembrasse inizialmente.

Il 10 rimarrebbe lo scenario migliore, ma non dovrebbe essere trattato come quello garantito.

Naturalmente prezzi e costi dell’esempio sono puramente illustrativi: per una valutazione reale vanno controllate le vendite concluse della carta specifica e le tariffe aggiornate della società scelta.

Controlla le condizioni prima di inviare la carta

Prima del grading è utile osservare la carta con attenzione, possibilmente sotto una buona illuminazione e senza limitarsi al fronte.

Tra gli elementi da controllare ci sono:

  • centratura dell’immagine e dei bordi;
  • angoli e presenza di piccoli urti;
  • bordi, whitening e imperfezioni di taglio;
  • superficie, graffi, print lines, macchie o indentazioni;
  • retro, spesso trascurato durante una prima valutazione.

Un’ispezione preventiva non permette di conoscere con certezza il grade che verrà assegnato, ma aiuta a evitare aspettative poco realistiche.

La società di grading cambia l’equazione

PSA, BGS, CGC, TAG, GRAAD e le altre società non hanno lo stesso costo, gli stessi tempi, la stessa scala di valutazione o la stessa presenza sul mercato secondario.

Di conseguenza non basta chiedersi “conviene gradare questa carta?”. Bisogna anche chiedersi con chi conviene gradarla rispetto al proprio obiettivo.

Per una carta destinata principalmente al mercato internazionale può essere importante la liquidità del grader scelto. Per una carta italiana di valore più contenuto possono pesare maggiormente costi, semplicità della spedizione e tempi. Per una carta della collezione personale può invece prevalere la preferenza estetica per una determinata slab.

Abbiamo approfondito questi aspetti nella nostra guida al confronto tra PSA, BGS, CGC, TAG e GRAAD.

Attenzione alla differenza tra valore e liquidità

Una carta può avere un valore teorico elevato e allo stesso tempo essere difficile da vendere.

Se esistono pochissime transazioni, un prezzo registrato mesi fa non garantisce che oggi ci sia immediatamente un compratore disposto a pagare la stessa cifra. Questo vale soprattutto per carte molto particolari, varianti poco collezionate o prodotti con un pubblico ristretto.

Quando il grading viene fatto pensando alla rivendita, conviene quindi controllare non soltanto a quanto vengono vendute le copie comparabili, ma anche quanto frequentemente vengono vendute.

È lo stesso principio che abbiamo visto parlando di come stimare il valore di una carta gradata: prezzo, rarità e domanda devono essere letti insieme.

Population bassa non significa automaticamente grande opportunità

Il Population Report può aiutare a capire quante copie di una carta sono state certificate da una determinata società e come sono distribuiti i grade.

Una population molto bassa nel voto massimo può essere interessante, soprattutto per una carta già molto richiesta. Ma anche qui bisogna evitare scorciatoie.

Se pochissime persone hanno gradato una carta perché la domanda è minima, una population di 5 non rende automaticamente quella carta preziosa. Allo stesso modo, una carta con migliaia di copie certificate può mantenere un mercato molto attivo se la domanda è sufficientemente forte.

Prima viene quindi l’interesse per la carta. La population aggiunge un’informazione sulla disponibilità certificata.

Quando il grading può avere senso

In generale, il grading merita particolare attenzione quando:

  • la carta ha già un valore raw significativo;
  • le condizioni sembrano compatibili con un grade interessante;
  • esiste una differenza concreta tra il valore raw e quello delle copie certificate;
  • ci sono abbastanza vendite da poter stimare il mercato;
  • la carta è molto richiesta e una slab può facilitarne la vendita;
  • autenticità e certificazione sono particolarmente importanti;
  • vuoi conservarla a lungo e la slab fa parte del tuo modo di collezionare.

Quando può non convenire

Dal punto di vista economico, invece, vale la pena fare qualche conto in più quando:

  • la carta raw ha un valore molto basso;
  • il valore aumenta significativamente soltanto nel grade massimo;
  • la carta presenta difetti evidenti;
  • il mercato delle copie gradate è quasi inesistente;
  • costi di grading e spedizione assorbono gran parte della differenza di prezzo;
  • stai scegliendo di gradarla soltanto perché “un 10 vale tantissimo”.

In questi casi mantenere la carta raw può essere una scelta perfettamente razionale.

E per la collezione personale?

Qui il discorso cambia.

Se possiedi una carta a cui sei particolarmente legato, vuoi proteggerla, esporla o semplicemente averla certificata nella tua collezione, il ritorno economico può diventare secondario.

Gradare una carta da 30 € spendendone una cifra importante per la certificazione potrebbe essere poco conveniente per un rivenditore, ma assolutamente sensato per chi vuole conservare quella specifica copia per anni.

Non tutte le decisioni nel collezionismo devono produrre un profitto.

Se stai gradando per vendere, fai prima i conti. Se stai gradando per collezionare, chiediti soprattutto quanto quella carta conta per te.

La domanda giusta non è “quanto vale in 10?”

Prima di inviare una carta al grading, prova quindi a cambiare prospettiva.

Non chiederti soltanto quanto potrebbe valere se ottenesse il voto massimo. Chiediti:

  • quanto vale oggi raw?
  • quali grade sono realistici?
  • quanto vengono realmente vendute le copie in quei grade?
  • quanto spenderò complessivamente?
  • quanto è liquido il mercato?
  • voglio venderla o conservarla?

Se la risposta rimane convincente anche senza immaginare lo scenario perfetto, probabilmente hai una base molto più solida per decidere.

Su CarteGradate puoi esplorare carte già certificate da diversi grader e confrontare voto, anno, lingua, prezzo e seller: un modo semplice per vedere come il mercato tratta concretamente carte e grade differenti.