Quando si decide di gradare una carta, una delle prime domande è inevitabile: a quale società affidarla?
Non esiste una risposta valida per tutti. Una carta vintage di grande valore, una Pokémon italiana da 80 euro e una moderna acquistata per la propria collezione personale possono richiedere scelte completamente diverse.
Il grading, infatti, non riguarda soltanto il voto. Entrano in gioco reputazione, valore sul mercato secondario, costo, tempi di attesa, qualità della slab, trasparenza del processo e facilità di rivendita.
Tra le società più interessanti per un collezionista italiano troviamo PSA, BGS, CGC, TAG e GRAAD.
PSA: il riferimento del mercato, ma a caro prezzo
PSA è probabilmente il nome più immediatamente riconoscibile nel grading internazionale.
Il suo principale punto di forza è proprio il mercato: una carta PSA, e soprattutto un PSA 10, tende generalmente ad avere una forte liquidità e un’elevata riconoscibilità. Questo può tradursi in prezzi di vendita più alti, soprattutto sulle carte più ricercate.
È uno dei motivi per cui PSA rimane una scelta molto forte quando l’obiettivo principale è massimizzare la commerciabilità di una carta importante.
Il rovescio della medaglia è il costo. I servizi PSA possono risultare sensibilmente più costosi rispetto ad altre società, soprattutto per chi invia poche carte o parte dall’Europa.
Anche i tempi di lavorazione possono diventare molto lunghi, soprattutto nei periodi di forte domanda.
Negli ultimi anni, inoltre, alcune controversie legate a casi di carte precedentemente certificate con un voto e successivamente apparse con un grade superiore dopo operazioni di regrading hanno alimentato discussioni nella community sulla coerenza e sulla trasparenza del processo.
Questo non significa che PSA non sia affidabile, ma ricorda che anche il grading professionale mantiene una componente valutativa e non deve essere percepito come una scienza completamente automatica.
Punto di forza: riconoscibilità, liquidità e ottima valorizzazione sul mercato secondario.
Punto debole: costi elevati e tempi di lavorazione spesso lunghi.
La sceglieremmo per: carte importanti, vintage di valore e pezzi per i quali la rivendibilità internazionale è una priorità.
BGS: il fascino dei subgrade e del Black Label
Beckett Grading Services ha una caratteristica che continua a renderla particolare: il sistema dei subgrade.
Centering, corners, edges e surface possono essere valutati separatamente, permettendo al collezionista di capire meglio perché una carta abbia ricevuto un determinato voto invece di trovarsi davanti soltanto al numero finale.
BGS utilizza inoltre incrementi di mezzo punto e distingue in maniera molto forte le carte al vertice della scala. Il celebre Black Label 10 è diventato esso stesso un oggetto molto desiderato nel collezionismo moderno.
Anche fisicamente la slab Beckett trasmette una sensazione di solidità e ha un’identità molto riconoscibile.
Il limite è che, fuori dai grade più prestigiosi, BGS non gode sempre della stessa immediatezza commerciale di PSA. Su alcuni segmenti il mercato può preferire una PSA equivalente, mentre davanti a un Black Label il discorso cambia completamente.
Punto di forza: subgrade, dettaglio della valutazione e prestigio dei grade più alti.
Punto debole: mercato secondario meno uniforme rispetto a PSA e costi/tempi non sempre competitivi.
La sceglieremmo per: carte moderne in condizioni eccezionali, soprattutto quando pensiamo che possano competere per i grade più alti.
CGC: un ottimo equilibrio tra costo, reputazione e qualità
CGC è diventata una presenza molto importante nel mercato delle trading card e, secondo noi, viene talvolta sottovalutata.
Uno dei suoi principali punti di forza è l’equilibrio tra credibilità internazionale, costo del servizio e qualità complessiva della certificazione.
CGC distingue inoltre il Gem Mint 10 dal Pristine 10, riservando quest’ultimo alle carte di livello eccezionale.
La slab ha un’estetica moderna e pulita e il marchio è ormai ben riconosciuto nel mondo dei collectibles.
Sul mercato secondario una CGC 10 può non raggiungere sistematicamente le quotazioni di una PSA 10 equivalente, soprattutto su alcune tipologie di carte. Ma questo può essere visto anche dall’altro lato: per chi compra, una CGC può rappresentare un modo interessante per ottenere una carta certificata di ottima qualità spendendo meno rispetto all’equivalente PSA.
Per una collezione personale, quindi, CGC può essere uno dei compromessi più convincenti.
Punto di forza: ottimo rapporto tra costo, qualità del servizio e credibilità internazionale.
Punto debole: sulle stesse carte e a parità di grade, il mercato può riconoscere a PSA un premio maggiore.
La sceglieremmo per: TCG moderni, collezioni personali e carte per cui vogliamo una certificazione internazionale senza sostenere necessariamente i costi PSA.
TAG: tecnologia e trasparenza prima di tutto
TAG è probabilmente la proposta più diversa tra quelle presenti in questo confronto.
La filosofia è quella di utilizzare in maniera molto più marcata tecnologia, imaging e analisi digitale per documentare il grading.
Uno degli elementi più interessanti è il report digitale associato alla carta, che permette di visualizzare immagini e informazioni più dettagliate sulla valutazione rispetto al semplice voto riportato sulla slab.
Questo approccio è particolarmente interessante per chi considera poco trasparente ricevere una carta con scritto semplicemente “9” o “10” senza sapere esattamente quali caratteristiche abbiano determinato quel risultato.
Anche la slab TAG ha un design molto minimale, che lascia quasi tutta l’attenzione alla carta.
Il limite principale è la maturità del mercato. TAG è molto più giovane dei grandi nomi storici e non possiede ancora la stessa riconoscibilità internazionale sul mercato secondario.
Punto di forza: trasparenza del grading, report digitale e approccio tecnologico.
Punto debole: mercato secondario ancora giovane e riconoscibilità inferiore rispetto ai grader più affermati.
La sceglieremmo per: collezionisti interessati alla tecnologia e alla trasparenza del processo più che al massimo valore immediato della slab sul mercato.
GRAAD: la soluzione italiana da non sottovalutare
GRAAD gioca una partita diversa.
Essendo una realtà italiana, elimina una parte importante delle complicazioni associate all’invio di carte oltreoceano e può avere particolarmente senso per carte italiane e pezzi di valore medio o contenuto.
Per una carta italiana da 50, 80 o 100 euro, spendere una cifra elevata per una submission internazionale può avere poco senso. In questi casi una certificazione più accessibile e vicina geograficamente può essere molto più proporzionata al valore dell’oggetto.
Il limite è principalmente la riconoscibilità internazionale. Un collezionista italiano può conoscere perfettamente GRAAD, mentre un acquirente statunitense o asiatico probabilmente attribuirà maggiore fiducia immediata a PSA, BGS o CGC.
Questo non significa che la carta sia stata necessariamente valutata peggio: significa semplicemente che anche il brand della slab influenza il mercato.
Punto di forza: costi accessibili, tempi generalmente più contenuti e comodità per il mercato italiano.
Punto debole: riconoscibilità e liquidità inferiori sul mercato internazionale.
La sceglieremmo per: carte italiane, collezioni personali e carte di valore non abbastanza elevato da giustificare una submission internazionale costosa.
Qual è quindi la migliore società di grading?
La risposta più sensata è: dipende dalla carta.
- PSA se l’obiettivo principale è massimizzare la rivendibilità e la riconoscibilità internazionale;
- BGS se abbiamo una carta moderna in condizioni eccezionali e vogliamo puntare a un grade di prestigio;
- CGC se cerchiamo un buon equilibrio tra reputazione, costo e qualità della certificazione;
- TAG se ci interessa soprattutto la trasparenza e un approccio tecnologico al grading;
- GRAAD se vogliamo gradare una carta italiana o di valore medio senza affrontare costi e complessità di una submission internazionale.
Prima viene la carta. Poi il motivo per cui vogliamo gradarla. Solo alla fine viene la slab.
Non esiste quindi una grading company migliore in assoluto. Esiste quella più adatta al tipo di carta che abbiamo davanti, al budget che vogliamo investire e all’obiettivo della nostra collezione.